
La Procura di Cadice propone una riforma per accelerare la distruzione delle narcolanche sequestrate
La Procura di Cadice ha proposto una riforma legale per accelerare la distruzione delle narcolanche che vengono sequestrate nei vari interventi contro il traffico di droga e che attualmente si accumulano in depositi giudiziari e altri spazi di stoccaggio.
La proposta è contenuta nella relazione annuale della Procura Generale dello Stato relativa al 2025. L'obiettivo è modificare l'articolo 367 ter del Codice di Procedura Penale per consentire la distruzione anticipata di queste imbarcazioni ad alta velocità, considerate merce proibita dal 2018, una volta effettuate le relazioni e le verifiche tecniche necessarie.
La misura mira a risolvere la saturazione dei depositi, specialmente nella provincia di Cadice, dove si accumulano numerose narcolanche sequestrate dalle Forze e Corpi di Sicurezza. Questa situazione genera anche problemi di sicurezza a causa del rischio di furto di motori e altri componenti, oltre a possibili effetti sulla salute pubblica e sull'ambiente.
Prima che queste imbarcazioni fossero dichiarate merce proibita, potevano essere messe all'asta, ma in alcuni casi finivano per essere riacquistate da persone legate al traffico di droga.
Dal 2018, le narcolanche sequestrate devono essere distrutte, ma il processo risulta complesso e lento. Uno dei principali problemi è la loro decontaminazione. Prima di procedere alla loro distruzione è necessario rimuovere il carburante e separare i diversi componenti.
A questo processo si aggiunge la necessità di avere un'autorizzazione giudiziaria per procedere allo smantellamento. La Procura segnala che i tribunali che trattano le cause legate al traffico di droga sopportano un elevato carico di lavoro, il che può ritardare queste autorizzazioni e prolungare la permanenza delle imbarcazioni nei depositi.
Foto: Guardia Civil


