
Il passaggio fugace della nave gasiera “Valle de Ibaizábal” (1968-1969)
Alla ragione sociale della compagnia Vasco Madrileña de Navegación –fondata nel 1943 a Madrid e trasferita la sede sociale nel 1962 a Bilbao, dove sviluppò la sua esistenza marittima– apparteneva la nave gasiera “Valle de Ibaizábal”. Questa aveva un gemello chiamato “Valle de Nervión”, che nel 1972 passò alla proprietà di Naviera Montañesa e per due anni navigò con il nome di “Isla de Horadada”.
Entrambi avevano il marchio inconfondibile del cantiere Tomás Ruiz de Velasco, con la peculiare forma della loro ciminiera, dove erano stati costruiti altri tre navi chiamate “Ine”, “Río Hijuela” e “Tomás Ruiz de Velasco”, che successivamente sarebbero state trasformate per il trasporto di gas liquefatti di petrolio. Le ultime due passarono nelle mani di Butano, S.A. e navigarono con i nomi di “Butasiete” e “Butaocho”.
In questa occasione ci concentreremo sul primo di essi, la nave chiamata “Valle de Ibaizábal”. È una nave poco ricordata, probabilmente a causa del suo passaggio fugace nella marina mercantile spagnola. Consegnata nell'ottobre del 1968, alcuni mesi dopo, nel febbraio del 1969, fu venduta alla compagnia Cispa Gas Trasporti S.A. e fino al suo smantellamento nel 2000, sventolò bandiera italiana ribattezzata con il nome di “Andalusia”. Ci fu un secondo “Valle de Ibaizábal”, che navigò sotto bandiera spagnola tra il 1982 e il 1989.
Costruzione numero 103 del cantiere menzionato, era una nave di 1.777 tonnellate lorde, 979 tonnellate nette e 2.256 tonnellate di peso morto. Misurava 80,17 m di lunghezza totale -71,73 m di lunghezza tra perpendicolari-, 12 m di larghezza, 6,71 m di altezza e 5,50 m di pescaggio massimo. Disponeva di sei serbatoi cilindrici orizzontali, con una capacità di carico di 2.195 metri cubi ed era propulsa da un motore Naval-Stork-Werskpoor, con una potenza di 1.795 cavalli su un asse, che le permetteva di mantenere una velocità di 14 nodi. Codice IMO 6906024.
Foto: Archivio di Juan Carlos Díaz Lorenzo