
Colpo del Tribunale dell'EFTA ai portuali norvegesi
Il Tribunale di Giustizia degli Stati dell'Associazione Europea di Libero Scambio (Tribunale dell'EFTA) ha emesso il 19 aprile una sentenza considerata storica, riguardante l'incompatibilità del monopolio dei portuali norvegesi con le norme dell'Unione Europea sulla libera concorrenza, libera circolazione e diritti umani.
La sentenza giudica la legalità di un boicottaggio dei sindacati dei portuali norvegesi per costringere l'azienda Holship Norge, di proprietà di un gruppo danese di logistica e trasporti, ad accettare la priorità, stabilita da un contratto collettivo, per impiegare i portuali forniti dall'Ufficio di Amministrazione (OA) dei lavori portuali del porto norvegese di Drammen.
Tutti i lavoratori fissi nel suddetto porto appartengono a un OA che gestisce i turni di lavoro dei portuali e offre anche una serie di benefici salariali e lavorativi ai suoi affiliati. Se Holship fosse parte del contratto collettivo, sarebbe obbligata a rispettare la priorità dei lavoratori portuali impiegati dall'OA nelle operazioni portuali, con gli stessi salari stabiliti dall'OA, a discapito dei lavoratori diretti dell'azienda.
I portuali registrati in altri 14 porti norvegesi beneficiano dello stesso sistema di priorità per l'assunzione nel carico e scarico delle navi. Di conseguenza, il regime dei portuali in Norvegia può essere considerato un esempio classico di un sistema di “pool” restrittivo di portuali.
In una sentenza pregiudiziale, emessa su richiesta della Corte Suprema di Norvegia, il Tribunale dell'EFTA ha stabilito, tra le altre considerazioni, che il contratto collettivo menzionato supera i suoi obiettivi e che qualsiasi agenzia che impiega portuali deve, in ogni caso, essere soggetta alle norme di concorrenza, in particolare riguardo all'abuso di posizione dominante nel mercato.
Stabilisce inoltre che il sistema di “pool” descritto è contrario alla libertà di stabilimento, poiché protegge solo un gruppo limitato di lavoratori a discapito di altri e il loro impiego come portuali è subordinato all'affiliazione a un sindacato.
Questa sentenza del Tribunale dell'EFTA rafforza notevolmente l'effetto delle sentenze precedenti della Corte di Giustizia dell'UE e dei tribunali nazionali, che hanno dichiarato che i sistemi classici di “pool” nei porti sono contrari ai principi fondamentali del Trattato sul funzionamento dell'UE.
A queste sentenze si aggiunge la conferma esplicita che i contratti collettivi dei “pool” di portuali devono essere soggetti alle norme di concorrenza; sottolinea il diritto all'occupazione dei lavoratori che non fanno parte del “pool” e riconosce la libertà fondamentale dei lavoratori di non affiliarsi a un sindacato di portuali.
Questa sentenza conferma anche i risultati di uno studio sulla manodopera portuale nell'UE elaborato nel 2013 da Eric van Hooydonk per la Commissione Europea e fornisce un ulteriore supporto alle azioni della Commissione contro Belgio e Spagna, che finora non hanno riformato i loro sistemi di lavoro portuale.
Il suddetto Tribunale è un organo giudiziario sovranazionale responsabile dei tre membri dell'EFTA che sono anche membri dello Spazio Economico Europeo (SEE): Islanda, Liechtenstein e Norvegia. Applica gli stessi principi fondamentali della Corte di Giustizia Europea, che interpreta il Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea. Pertanto, le sentenze del Tribunale dell'EFTA godono di una notevole autorità all'interno dell'UE.
Foto: Holship Norge


